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Ramzy “Maestro indiscusso di Darabouka” al Teatro del Respiro

Hossam Ramzy sarà al Teatro del Respiro di Fiano Romano dal 4 al 6 aprile per una tre giorni di lavoro su danza, cultura e sonorità orientali

Hossam Ramzy con darabouka
Hossam Ramzy con darabouka

Hossam Ramzy, è uno spirito poliedrico, universalmente apprezzato per la sua inimitabile capacità di trasformare in note lo spirito del medioriente. È nato al Cairo ed ha scoperto la sua passione per la musica a tre anni. Nel corso del tempo questo sensibile polistrumentista si è costruito una carriera ricca di successi, fondata sul suo straordinario talento e supportata da anni di studi ed approfondimenti sulla cultura musicale mediorientale e dalla sua capacità di mescolare insieme i caldi ritmi percussivi egiziani alle sonorità occidentali. Continua la lettura di Ramzy “Maestro indiscusso di Darabouka” al Teatro del Respiro

alter’N’eco 2009 : Concerti, incontri, dibattiti per lo sviluppo sostenibile

Comune di Montefalcone nel Sannio
Provincia di Campobasso

alter’N’eco

CONCERTI, INCONTRI, DIBATTITI PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

 

QUANDO
Il 31 luglio e 1 agosto 2009, dalle 17.00 fino a notte fonda

DOVE
Al Lago Grande di Montefalcone nel Sannio – CB

COME
alter’N’eco propone due giorni di conferenze, dibattiti e tavole rotonde e due sere di concerti e dj set, promosso dall’Associazione Culturale Aria Nuova e con il patrocinio del Comune di Montefalcone nel Sannio e della provincia di Campobasso

CHI/CHE COSA
alter’N’eco è una manifestazione poliedrica in cui la riflessione sull’ambiente, sullo sviluppo sostenibile e sulle energie rinnovabili viene affiancata alla fruizione di musica rock del panorama indipendente italiano

PERCHÉ
alter’N’eco ha lo scopo di divulgare le informazioni necessarie sulle tematiche ambientali ed energetiche in ambito locale, affiancando l’attività di sensibilizzazione ambientale alla promozione di musica rock indipendente

PROGRAMMA
31 luglio 2009
17.00 – 20.00 Interventi sul tema “Per un piano energetico locale comune: quali proposte, quale futuro”
22.30 – 01.00 WET VENUS e DADAMATTO in concerto
01.00 – 03.00 Dj set
1 agosto 2009
17.00 – 20.00 Interventi sul tema “Ecologia ed economia. Cosa sono le energie alternative?”
22.30 – 01.00 SOLI D’AGOSTO e ZEN CIRCUS in concerto
01.00 – 03.00 Dj set

INFO: Giampiero Cordisco, tel.349 6704924 e-mail:alterneco2009@gmail.com
UFFICIO STAMPA: Maruska Pisciella, tel.320 4047149 e-mail:maruskapisciella@yahoo.it

Flyer
Comunicato stampa

Nawrocki nel mondo libero

Quarta di copertina 

di Jamie O’Meara (da locals@large, dicembre 2002)

Alla mia sinistra, l’area del dietro le quinte, una pesante porta di legno che si apre su niente di meno che un salto a picco nelle rovine sgretolate di cemento della metà posteriore dell’edificio. Dall’altro lato del teatro in legno c’è una vecchia finestra. Stando di fronte al monitor, si può guardare giù nel fangoso parcheggio. No, aspetta, non è un parcheggio – è una festa di polli selvaggi che si beccano. Ho un breve momento di dissociazione.
E’ la primavera del 1995, e un paio di anni prima ho attraversato l’ex confine tra Germania est e Repubblica Ceca con i miei compagni di band di Montréal, attraversando regioni di miniere di carbone inquinate come mai visto. La cittadina dove stiamo per suonare ha fama di essere uno dei luoghi più disgraziati della terra, anche peggio della borsa del calzino di Jimmy (batterista, naturalmente). Dopo aver localizzato il locale – siamo proprio l’unica band che conosco a essersi persa in una città con due sole strade polverose – discutemmo se restare nel furgone dove, sebbene l’aria fosse finita, era respirabile, oppure stare fuori dove proprio non lo era. Nella sala in cui dovevamo suonare quella sera c’era la stanza principale e, un po’ distante, un piccolo bar quadrato con centinaia di teste di animali sistemate sulle pareti. Sembravano topi con le corna, con un’espressione di sorpresa e rabbia irrigidita sulle loro piccole facce puntute. Come da accordi ci fu servita la cena bollente che precedeva lo spettacolo, mentre guardavano Beverly Hills 90210 doppiato in ceco, su una vecchia tv nel bar. La vita è feroce, ma buona…
Leggere l’ultimo libro di Norman Nawrocki, L’anarchico e il diavolo fanno cabaret, mi ha riportato a ricordi che non avevo mai pensato di avere, come quello di cui sopra. Il musicista di Montréal (Nawrocki, insieme al co-cospiratore Sylvain Cŏté, è la guida di Rhythm Activism, che si definisce una “orchestra di notizie ribelli”), autore (ha quattro libri al suo attivo) e attivista politico è stato sulla strada per quasi diciotto anni, in tour con gruppi musicali, cabaret e spettacoli di poesia. L’anarchico e il diavolo fanno cabaret dà la cronaca dell’ultima scorreria di Rhythm Activism attraverso l’Europa (dove sono stati sette volte), un viaggio tra nove paesi che li ha visti portare a un gran numero di fan il loro amalgama politicizzato di musica tradizionale dell’est Europa e di punk occidentale, da anarchici stagionati a vegetariani di sinistra, da zingari sradicati a curiosi. E ai loro bambini. Intercalati ai racconti di strada vi sono lavori di breve narrativa (così come lettere cronologicamente distanziate da uno “zio perduto” che può essere inventato o no, Nawrocki non lo specifica) che germogliano da persone e personaggi che ha incontrato nel tour.
Come ci si potrebbe aspettare da una persona del calore di Nawrocki la prosa, popolata da espressioni radicali e linguaggio da attivisti – qualcosa che inevitabilmente è legato all’argomento – è terra terra e senza pretese. Quando Nawrocki lavora sull’esperienza di prima persona, è un narratore capace e accattivante, che costruisce immagini tridimensionali degli spazi da lui visitati. E come Nawrocki sottolinea, noi Nord-Americani abbiamo molto da imparare dagli europei sul sostegno agli artisti.
Nawrocki è affilato come un rasoio quando passa dal pittoresco al filosofico, come fa nel suo divertente discorso sugli “appassionati di musica” (“chi consuma musica… ma raramente dà spazio nella propria esistenza a qualcosa di politico”) contro i “politici” (hanno poco tempo per il divertimento, per la musica, o qualsiasi altra arte, anche se questa è ‘politica’. Quando ne hanno, è per qualcosa che tende a essere convenzionale… Date loro libri politici. Anche all’ora di andare a letto. E non provate a essere divertenti”). Divertente, per quanto possibilmente involontario, è il tema ricorrente dei piccoli furti, che si tratti di cioccolato – oltre alla vodka, il cioccolato sembra essere la droga preferita di Rhythm Activism – a una stazione di benzina tedesca, o di una colazione in un albergo dell’est Europa. (Alzate le vostre bandiere nere e marciate, compagni! Con gli oppressori capitalisti delle McCorporazioni sconfitti, saremo liberi di rubare tutto quello che vogliamo. Meno godibile, tuttavia, è la confusione generata dove il processo creativo di Nawrocki si sovrappone al diario del tour di Rhythm Activism. Per ragioni sconosciute Nawrocki dà una descrizione romanzata dei cinque membri della band, cambiando i loro nomi e i loro tratti caratteristici. Il risultato è che quando all’inizio ce li introduce, tendiamo a considerarli di meno perché sembrano meno reali. Le storie di strada perdono il loro lustro se non si può essere sicuri che le persone al centro della storia esistono. Il grande ex punk GBB è davvero il guidatore folle del furgone in Ungheria? O forse era Martine, la ragazza sexy dai capelli corvini del merchandise? O forse non è mai accaduto…
A complicare ulteriormente le cose, la ruvida ipperrealtà del diario del tour contrasta visibilmente con le brevi vignette di fantasia, che sono spesso melodrammatiche e indebolite da clichè, e con le lettere di un falso zio polacco che Nawrocki sostiene di star cercando in Europa. O almeno io credo che sia uno zio posticcio: su questo ho cambiato idea un paio di volte, ma alla fine l’individuo sembra troppo eccentrico per essere credibile, proprio come i personaggi idealizzati delle storie brevi. E se fosse stato reale, Nawrocki avrebbe scatenato un casino per trovarlo, come invece non ha fatto.
Detto questo, l’autore raggiunge il massimo nel capitolo “Imparando a insultare”, una descrizione degli spostamenti della band in Ungheria, incluso un incontro con un giornalista musicale ubriaco e con uno studente di medicina razzista, narrati in modo vivido e avvincente. In questo Nawrocy è inattaccabile e mi fa voler conoscere di più su di lui, sugli altri tour, sui cambiamenti sociali e politici di cui lui e i suoi compagni di band hanno potuto testimoniare da una posizione unica a partire dalla caduta del Muro.

(traduzione di Enrico Monier)

SCATOLE SONORE

rassegna di musica, arti visive e performative –

rialtosantambrogio
via s.ambrogio, 4 – Roma
06 68133640

giovedì 6 marzo ’08 

h. 20:30 esposizione foto:
ALESSIA CERVINI

h. 20:30 reading:
SCRITTORI SOMMERSI http://www.myspace.com/scrittorisommersi

h. 22:00 performance:
FRANCESCA BONCI
         
h. 22:30 concerti:
OBSOLESCENZA
PROGRAMMATA
http://www.myspace.com/obsolescenzaprogrammata

http://www.myspace.com/cuboaa  __________________________________________________________
ALESSIA CERVINI, nasce a Roma nel 1973. Comincia molto presto a sviluppare un interesse per la fotografia che porterà avanti costantemente in maniera amatoriale fino al 2001, anno in cui consegue il diploma di laurea in scienze dell’educazione ed inizia a lavorare come educatrice in ambito psichiatrico e dell’handicap. Parallelamente comincia a dedicarsi alla fotografia in maniera più approfondita, iniziando una ricerca personale sulle immagini. In particolare si occupa di stampa tradizionale in bianco e nero, di insegnamento, dello studio della storia e della critica fotografica.
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2007 – collettiva, festival internazionale di fotografia di Roma “FotoGrafia”
2006 – visiting artist, Syracuse University, Syracuse
2006 – collettiva, “Per la musica 2″ a Castelluccio della Foce, Siena, a cura di Peter Noser
2004 – slide show, Nuova Galleria Campo dei Fiori, Roma
2004 – slide show, Rashomon, Roma
2003 – visiting artist, Syracuse University, Firenze
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Le opere presentate sono frutto di una ricerca lunga e faticosa. In questi anni ho cercato di trovare una strada personale nel fare immagini.Ho sempre pensato che la fotografia potesse uscire fuori dallo stereotipo di documento o di copia della realtà. Ho voluto raggiungere un certo livello di qualità ed ho capito che la conoscenza approfondita della tecnica mi avrebbe aiutata a lavorare meglio. Non avrei potuto dare alle mie immagini il senso che hanno se non avessi studiato e poi fatto mie le regole dell’esposizione e del sistema zonale, soprattutto perché l’elemento primo del mio lavoro è la luce. La maggior parte del mio lavoro è fatto di paesaggi, ma li chiamerei spazi. Quando scatto, non mi colpisce solamente il luogo: si aggiunge l’atmosfera, la sensazione che provo e soprattutto il tipo di luce che trovo. Molto tempo fa mi trovai in un luogo dove avrei scattato volentieri, ma non avevo con me la fotocamera. Tornai in quel luogo molte altre volte con l’attrezzatura, ma non scattai mai. Capii allora che non era quel particolare paesaggio che mia aveva colpita, ma la luce che c’era in quel giorno; aveva reso un semplice paesaggio qualcosa di straordinario e diverso. E’ anche per questo che vedo tutto il mio lavoro lontano dal clamore che circonda tanta fotografia attuale, quella reportagistica, quella modaiola, quella autoreferenziale…Chi si avvicina alle mie immagini dovrà trovare un proprio modo di entrarvi perchè non voglio costringere lo spettatore a vedervi qualcosa che scelgo io; sarà lui a scoprirlo, lentamente. Si troverà di fronte ad una scena e non al mio sguardo.Tutto quello che vedrete è scattato e stampato con metodi tradizionali analogici. Mi piace pensare di poter mantenere in vita il mistero e l’attesa, che la comparsa dell’immagine latente sul foglio di carta in camera oscura ci costringe a vivere.
 
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SCRITTORI SOMMERSI, nasce dall’intento di creare una rete estesa sul territorio che sappia raccogliere tutte quelle talentuose penne a cui l’editoria italiana non dedica la propria attenzione, perché troppo ligia alle leggi di mercato.
La nostra antologia vuole essere un biglietto da visita, frutto di un’eterogeneità di stili e di omogeneità di intenti.

Scrittori Sommersi mira dunque a diventare un punto di riferimento per tutti quegli emergenti costretti a pagare per vedere pubblicate le proprie opere, perché demotivati da un’editoria che troppo spesso antepone la vendibilità alla qualità.

La strada da noi scelta è quella di mettere sullo stesso piano la lettura delle opere altrui e la nostra scrittura, in modo da avviare un reale processo di confronto da cui trarre reciproco supporto.

Crediamo che il mercato editoriale sia una realtà da condividere e non da spartire tra i soliti noti, e che una letteratura nuova e di qualità possa risvegliare l’attenzione e l’interesse dei lettori.

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FRANCESCA BONCI, nata a Roma il 27/08/1967 inizia a studiare danza a Roma nel 1987 al Centro Mimma Testa (allora CID – Centro Internazionale di danza), segue laboratori e seminari a Roma e all’estero con diversi maestri di danza contemporanea tra cui Solene Fiumani, Cloude Coldy, Roberto Sylva Itza, Lucia La Toure, Giorgio Rossi etc…
Nel 1996 entra nella compagnia Altro Teatro diretta da Lucia La Toure dove rimane fino al 2001 danzando in tutte le produzioni della compagni nell’arco della sua permanenza.
Parallelamente alla danza contemporanea dal 1990 al  1995 lavora con due compagnie di teatro di strada: il Filoforete, con cui viaggia anche in Spagna e in Francia, e la compagnia AriaAcqua-SoleTerra-MareFuoco.
Dal 1995 conduce laboratori di danza contemporanea con adulti (con cui crea numerosi spettacoli) e adolescenti (dal 1999 al 2005 conduce un laboratorio nel I Liceo Artistico di Roma).
Dal 2002 segue in Italia e all’estero, dietro selezione, workshops con Akran Kham; Antony Rizzi (danzatore Forsythe); Mia Lowerence; Anna Theresa de Kesmaker; David Zambrano, Yasmeen Godder, etc…
Dal 2003 inizia lo studio di un “modello di sistema complesso”, entra nella scuola di formazione biotransazionale dove approfondisce la conoscenza appunto della teoria dei SCAC acronimo per Sistema Complesso Articolare Chiuso, avviando così una fase di ricerca, attraverso anche la sua attività di formatrice, per strutturare dei livelli di connessione tra l’approccio biotransazionale e la danza contemporanea. E’ durante questa fase di ricerca che incontra il lavoro di Silvia Rampelli e della sua compagnia Habillé d’Eau con cui intesse un discorso articolato, tutt’ora vivo.
“Studio in rosso” nasce all’interno di questa ultima fase in cui il livello più propriamente teorico dello studio del modello dei SCAC, ha sostenuto  il lavoro concreto corporeo di danza, nella costante ricerca di una grammatica e sintassi comunicativa adeguate alla necessità di manifestare  ciò che nel corpo circolava

Ultime produzioni
•    2000 Intriniblà
•    2001 5×4 senz’angolo: labilizzazione dinamica di un presupposto statico
•    2003 dell’acqua indossando tutte le sue nature
•    2004 Meone, mesone, peone
•    2006 CapoVolto
•    2007 Studio in rosso
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“un guscio cesellato da un uomo sarebbe ottenuto dall’esterno, in una sorta di atti enumerabili che portano il segno di una  bellezza ritoccata, mentre il mollusco emana il proprio guscio, lascia trapelare la materia da costruire, distilla a misura la sua meravigliosa copertura. Mistero della vita formatrice, mistero della formazione lenta e continua
(Gaston Bachlard)

Nonostante immagine iniziale, fors’anche obsoleta,  appartenente all’indistruttibile bazar dell’antichità dell’immaginazione umana, ancora risuona il fascino di quel “farsi” e “dis-farsi” del biologico per cui l’interno sé-cerne se stesso e si autoconfina in un atto inenumerabile e incessante, designando lo spazio del fuori e del dentro come spazio unico dell’intimità
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OBSOLESCENZA PROGRAMMATA, nome comune, neutro, singolare, in ogni caso orfano di articolo determinativo.
 
OP non ha padri e non avrà figli, ma i compagni di viaggio sono molti: Tempia, Scatole Sonore, Primoregistrazioni, il Sirente, Altroverso, Ratio Bild Macher, Ettore Frani, Mirco Tarsi, Norman Nawrocki.

PRODUZIONI

Musica per esposizione, CDr, Primoregistrazioni, febbraio 2007.
Musiche composte e assemblate in collaborazione con l’artista Ettore Frani, scelte come colonna sonora ideale della mostra pittorica Frammenti d’Amor, tenutasi nel novembre 2004 a Roma.

Detrito, CDr, Primoregistrazioni, febbraio 2007.
L’apocalisse invisibile del contemporaneo racchiusa in cinque tracce abrasive e mantriche.

Mu – o dell’inabissamento, CDr, Primoregistrazioni, ottobre 2007.
Breve suite sul concept dell’inabissamento. Vibrazioni basse dal fondo dell’oceano. Tre casi di evanescenza consapevole.

Risulta, CDr, Primoregistrazioni, novembre 2007.
Rumori e melodie acidificate dalla memoria e dall’oblio. Una preziosa collezione di scarti.

IN PROGETTO

Partecipazione alla compilation collettiva La Sonora Commedia per www.kipple.it con rielaborazione sonora dei Canti VIII dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.
Pubblicazione prevista per giugno 2008.

Partecipazione alla Biennale dei giovani artisti d’Europa e del Mediterraneo (www.bjcem.org) che si terrà a maggio 2008 in Puglia.

IPSE DIXIT

“OP non si presenta bene… ma quel che fa l’entità sannita è di funebre bellezza.”
Dionisio Capuano su Blow Up 97, giugno 2006

“Intriga ed affascina… ingloba con visione obliqua derive statico/isolazioniste e perentori scatti rabbiosi, un meccanismo inceppato in ripetizione infinita… a galleggiare un pelo sotto la superficie plumbea.”
Marco Carcasi su www.sands-zine.com, maggio 2007

“Paesaggi (ultra) urbani&cibernetici pulsano all’unisono con (magnifici) rimandi ad un crudo primitivismo tantrico.”
Sergio Eletto su www.kathodik.it, gennaio 2008

“Una musica che è mus(a naut)ica del cambiamento. Una palinodia del mondo… Una musica che abbatte definitivamente le barriere di genere e di linguaggio e si propone come il dropout dell’arte. Il suono del monoscopio dell’Essere.”
Denis Brandani in Le corrispondenze invisibili – foglio di critica totale e parziale, gennaio 2008

“Due palle.”
Anonimo, gennaio 2008

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Å è il nome di un trio di musicisti e polistrumentisti trentini e veneti.
Stefano Roveda, Andrea Faccioli e Paolo Marocchio sono riusciti a creare un inusuale mondo sonoro partendo da strumenti tradizionali come violino, batteria, chitarra e cello con l’aggiunta di strumenti e percussioni esotiche, synth e strumenti autocostruiti.
Sebbene l’ascoltatore più attento possa rintracciare nella loro proposta influenze di krautrock e primo minimalismo (Tony Conrad e Faust in primis), oppure tracce di sperimentalismi più o meno recenti, la musica degli Å rimane profondamente italiana in termini di suono, spazio e tempo.
Intensamente personale, piena di immaginazione, a tratti bizzarra,
nostalgica e coraggiosa allo stesso tempo, la musica di Å è costruita a partire da composizioni spontanee ed improvvisazioni, in un secondo tempo arrangiate da Xabier Iriondo (Afterhours, Uncode Duello, Polvere…).
Così come le performance live, caratterizzate da una alternanza di lunghe suite e brevi cluster sonori, drone percussivi e preludi orchestrali.

Il disco, uscito per Die Schachtel nell’autunno 2006, è stato accolto dalla critica italiana ed estera con grande entusiasmo, finendo nelle playlists di molti siti e blog, considerato uno dei migliori album del 2006 (www.ondarock.it).

Il 18 maggio 2007 gli Å accompagnati da Andrea Belfi hanno suonato in free session con Tony Conrad, nella sua unica data in Italia, presso l’O’Artoteca di Milano.

Il gruppo si è poi esibito in diversi locali in Europa, e ha registrato un live con intervista presso la VPRO radio di Amsterdam.

http://www.die-schachtel.com
http://www.myspace.com/cuboaa

The Wire (Mike Barnes)

Getting information on Å isn’t easy. Even Die Schachrel’s website enthuses about an “unknown (and we mean literally unknown trio of young Italian musicians. They are Stefano Roveda, Andrea Faccioli and Paolo Marocchio, and these pieces are apparently edited together from various improvisations. Some ot the drum patterns – brilliantIy recorded with both clarity and live-room clatter – recall Faust’s Zappi Diermaier, while the string drones trailing over hypnctic guitar are reminiscent of This Heat’s “horizontal Hold”.These can be heard on the 13 minute Closing track”It’s happening in my head” (the titles, some very long, are taken from Mark Haddon’s book The curious incident of the dog in the night-time) which then trails through piano interludes and a section of lyrical violin over repetitive guitar strummmig, this episodic collection has its own distinctive style, though and cuts from big raw guitar chords to pithy piano sonatas, to electronics with distant wailing vocals to kalimba loops – all to great effect. Being deluged with information on a daily basis, l’m happy to let the mystery of Å remain. But it would be fascinating to hear longer extracts from their source improvised material.

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SCARICA IL CONCERTO DEL 4 OTTOBRE DEGLI UNCODE DUELLO
http://www.blowupradiozine.com/monitor/index.php?xrl=http://www.blowupstorage.com/pubblici/uncode_duello.mp3.zip

SCARICA IL CONCERTO DEL 4 OTTOBRE DELLA FUZZ ORCHESTRA
http://www.blowupradiozine.com/monitor/index.php?xrl=http://www.blowupstorage.com/pubblici/fuzz_orchestra.mp3.zip

SCARICA IL CONCERTO DEL 1 NOVEMBRE DEI LENDORMIN
http://www.blowupradiozine.com/monitor/index.php?xrl=http:/
/www.blowupstorage.com/pubblici/lendormin.mp3.zip

SCARICA LE PUNTATE WEB_RADIO DI SCATOLE SONORE ECCO IL LINK DELL’ARCHIVIO PODCAST
http://radio.informagiovaniroma.it/index_all.php?program= Scatole+Sonore