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CODICE A SBARRE Giornate della libera editoria, I edizione (Firenze, Le Murate 21-24 giugno 2013)

Una “cittadella del libro” alle Murate di Firenze. È la prima edizione di Codice a Sbarre, quattro Giornate della libera editoria, dal 21 al 24 giugno fino a mezzanotte, dedicate ai lettori e alla lettura di ogni età, con editori, libri, eventi, incontri con gli scrittori, mostre, reading, laboratori e concerti, tutto a ingresso libero.

Codice a sbarre

CODICE A SBARRE Giornate della libera editoria è una manifestazione interamente dedicata al “pianeta libro” in tutti i suoi aspetti, con la partecipazione di editori, autori, librai, stampatori, rilegatori e illustratori. La manifestazione intende trasformare per quattro giorni in una vera e propria “cittadella del libro” l’intero complesso delle Murate, l’ex convento di clausura femminile costruito nel XV secolo – che deve il suo nome e la sua nascita a dodici donne dette “le murate” che si fecero recludere volontariamente in piccole celle sul Ponte alle Grazie – soppresso nel 1808 e divenuto carcere fiorentino fino agli anni ’80.

Ristrutturato in anni recenti, con il progetto degli uffici tecnici del Comune di Firenze coordinati dall’architetto Mario Pittalis su linee guida di Renzo Piano, Le Murate sono diventate un importante punto di riferimento nella mappa cittadina per la marcata presenza di attività sociali e culturali, fra le quali spicca quella del Caffè Letterario Le Murate, spazio gestito da un pool di associazioni culturali e dall’emittente Controradio, che promuove molteplici attività: dalla diffusione del libro e la promozione della lettura, con ospiti di rilievo del mondo letterario, ai talk-show settimanali di Controradio e all’intensa attività musicale.

CODICE A SBARRE Giornate della libera editoria nasce dunque come esito naturale dell’esperienza di questi primi due anni di intensissima attività, raccogliendo le istanze di numerosi editori, autori e operatori culturali, per offrire alla città – un tempo una delle capitali dell’editoria di cultura – una vera festa del libro alla quale hanno aderito più di 50 editori.

Gli spazi esterni delle Murate – le due piazze, i cortili, i loggiati – e quelli interni – le varie sale del Suc, le antiche celle carcerarie – saranno “occupati” dagli stand degli Editori e “aperti” fino a tarda notte a lettori di ogni età, per quattro giorni di eventi letterari, con collegamenti in diretta sulle frequenze di Controradio.

Numerose le realtà coinvolte nell’iniziativa: la manifestazione vede infatti la collaborazione dello Sportello EcoEquo del Comune di Firenze, che ha sede da anni alle Murate e che, oltre a proporre una sezione dedicata ai temi della sostenibilità economica ed ambientale, con il coinvolgimento di case editrici specializzate e di una fitta rete di associazioni, metterà a disposizione i suoi spazi per un internet corner a cura dell’Associazione Libera Informatica aperto durante tutta la manifestazione. Vi è poi il RKCenter, che ospiterà negli spazi del cortile alcuni appuntamenti dedicati ai temi dei diritti civili. Tra le realtà esterne che troveranno ospitalità all’interno della manifestazione ricordiamo: Bibliografia e informazione che curerà il progetto Novelle a mano libera  dedicato alle “Novelle della nonna” di Emma Perodi, con un percorso che prevede due esposizioni sulla copertina illustrata, storica e contemporanea, letture, un seminario sull’illustrazione, un workshop per ragazzi, un’improvvisazione artistico-musicale; e AV Archivi Farabola di Milano, con Ritratto d’Autore, una mostra fotografica dedicata ai maggiori protagonisti della società letteraria italiana del Novecento, da Gadda a Montale, da Testori a Pasolini, da Flaiano alla Morante, con una selezione di splendidi ritratti provenienti da uno degli archivi storici più vasti d’Europa, attivo fin dal 1896.

Moltissimi gli eventi in programma, per un calendario ancora work in progress, fra cui segnaliamo:

  • un reading musicale tratto dal libro “Le mie migliori barzellette ebraiche” (La Giuntina) che vedrà sul palco delle Murate Daniel Vogelmann, che ha appena ricevuto il riconoscimento di “Cittadino d’Europa 2013”, con Enrico Fink;
  • Ascanio Celestini, Massimo Carlotto, il finalista al Premio Strega Matteo Marchesini, il regista Mimmo Calopresti, l’ex Soprintendente e Ministro Antonio Paolucci e l’ex parlamentare radicale Gianfranco Spadaccia, letture e storie della Resistenza partigiana in collaborazione con l’Anpi, tre incontri a cura di “Firenze delle Letterature” sulla nuova scena letteraria fiorentina, sulle criticità del sistema editoriale e sull’incontro tra editoria e digitale;
  • un prezioso calendario di laboratori e incontri dedicati ai giovani lettori con gli editori Lapis, Topopittori, Babalibri, Bohem press, Carthusia, Donzelli, Kalandraka, Orecchio Acerbo, Prìncipi e Principi;
  • la sezione dedicata alla compatibilità economica e ambientale a cura dello sportello EcoEquo con editoria di settore e incontri con, fra gli altri, Rossano Ercolini e Carlo Gubitosa;
  • Marco Videtta, Andrea Morpurgo, Ugo Cornia, Luciano e Ricciardo Artusi, Pippo Russo, Francesca Zannoner e molti altri eventi in via di definizione. Per approfondire la conoscenza del libro in ogni suo aspetto sono previsti laboratori di restauro libri antichi e legatoria a cura di Maria Argiero, esperta restauratrice.

CODICE A SBARRE Giornate della libera editoria, con il sostegno del Comune di Firenze, si inaugura venerdì 21 giugno alle ore 18.00 in occasione della notte bianca delle librerie italiane e si chiude lunedì 24 giugno, festa di San Giovanni, patrono di Firenze. Sabato 22, domenica 23 e lunedì 24 giugno apre alle ore 10. Resta aperto tutte le sere fino a mezzanotte. Info: codiceasbarre.lemurate.it

DOVE
A Firenze, dal 21 al 24 giugno, nell’intero complesso delle Murate (cortili e spazi interni) in Via Ghibellina 2 e via dell’Agnolo 1. La manifestazione è a ingresso libero. Il complesso delle Murate si trova nel cuore dello storico quartiere di Sant’Ambrogio, è delimitato da via dell’Agnolo, via Ghibellina e viale Giovine Italia e si affaccia su piazza delle Carceri e piazza Madonna della Neve.

COME
Con gli editori: Babalibri, Beisler, Bfs Edizioni, Bohem press, Carthusia, Donzelli, Edizioni Ets, Editpress, Edizioni Clichy, Edizioni Nardini, Einaudi, Emi, Emons Audiolibri, Eterea Comics&Books, Fanucci, Felici Editore, Gaffi Editore, Giuntina, Gran Vìa, Keller Edizioni, Il Narratore Audiolibri, il Sirente, Instar Libri, Ink-Metamorfosi-Mind Edizioni, Iperborea, Jaca Book, Kalandraka, Keller Edizioni, La Nuova Frontiera, Lantana, Lapis, Lef Libreria Editrice Fiorentina, L’orma Editore, Maschietto, Marco Saya, Marcos y Marcos, Minimum Fax, Nottetempo, Nutrimenti, Olschki Editore, Orecchio Acerbo, Ouverture, Prìncipi e Principi, Quodlibet, Red Star Press, Romano Editore, Terra Nuova Edizioni, Topopittori, Verba Volant, Voland, 66th And 2nd.

Con un ringraziamento all’Associazione Editori Italiani. La manifestazione, con il patrocinio del Comune di Firenze, è promossa e organizzata dall’associazione culturale Mondo Estremo, con Controradio, La Nottola di Minerva e Zona Transito Libero per il Caffè Letterario Le Murate, in collaborazione con lo sportello EcoEquo e l’associazione Libera Informatica.

QUANDO

  • venerdì 21 giugno (dalle ore 18.00 alle ore 24.00)
  • sabato 22 giugno (dalle ore 10.00 alle ore 24.00)
  • domenica 23 giugno (dalle ore 10.00 alle ore 24.00)
  • lunedì 24 giugno (dalle ore 10.00 alle ore 24.00)

PERCHÈ

  • Più si legge più si diventa liberi.

Graphic Novelist Magdy El Shafee Arrested Near Clashes

| Arabic Literature | Sabato 20 aprile 2013 | Mlynxqualey |

According to multiple sources, Magdy El Shafee was one of 39 arrested yesterday at Abdel Moneim Riyadh Square: Youm7 reported that El Shafee — godfather of the Egyptian graphic novel, who faced trials and other hurdles for his ground-breaking Metro – was arrested when he went down to try to stop the clashes yesterday. He was apparently arrested at random.
Dar Merit Publisher Mohammad Hashem said on Facebook that El Shafee was accused of perpetrating violence. Al Mogaz quoted author Mohammad Fathi as saying El Shafee didn’t try to escape from police “because he didn’t do anything.”
Other novelists said on Facebook that El Shafee was being interrogated today at Abdeen Court. It also appeared El Shafee may have been injured in the clashes.

Egitto: Al Khamissi, Usa e Ue frenino colpo di stato Morsi

ANSAmed | Mercoledì 5 dicembre 2012 | Luciana Borsatti |

”Gli Stati Uniti e l’Europa, che hanno sostenuto Morsi, devono ora mandargli un messaggio chiaro: che sono contrari ad un colpo di stato come quello che sta compiendo”. Khaled Al Khamissi – scrittore noto per il suo best-seller ”Taxi”, tradotto in più’ lingue – non usa mezzi termini sulle responsabilità dell’Occidente nella deriva che l’Egitto ha preso in questi mesi, con gli ultimi colpi di mano del presidente Mohamed Morsi sul piano istituzionale ed i sanguinosi scontri di piazza tra suoi oppositori e sostenitori.

Gli Stati Uniti in particolare, sottolinea in un’intervista ad ANSAmed, hanno grandi responsabilità nell’aver sostenuto il presidente espresso dai Fratelli Musulmani. La sua elezione e’ stata il punto di arrivo, osserva, di una transizione affidata all’esercito e rivelatasi ”disastrosa” per l’Egitto. Negli ultimi mesi Morsi ha infatti portato avanti ”un coup d’etat”, denuncia, contro gli altri poteri dello stato e le altre forze politiche. Insieme ai Fratelli Musulmani, ”ha preso tutti i poteri nelle sue mani e provocato una vera e propria battaglia nelle strade del Paese. Il regime ha perso ogni legittimità e quella di questi giorni e’ una situazione di vero e proprio scontro con il popolo egiziano”. Uno scontro in cui vi sono stati anche i morti di stasera, ma anche gesti come quelli di un attivista dei Fratelli Musulmani che – riferisce dalla sua casa del Cairo, mentre si prepara a tornare anche lui a manifestare – avrebbe addirittura tagliato un orecchio ad un oppositore.

Eppure vi sono state delle aperture da parte dell’entourage di Morsi alle istanze dell’opposizione, come si possono valutare? ”Noi vogliamo fatti, non parole – risponde al Khamissi, che in Taxi raccolse gli umori dell’uomo della strada del Cairo prima della rivoluzione -. Anche prima Morsi aveva promesso che ci sarebbe stata una nuova Costituzione condivisa da tutti, e cosi’ non e’ stato”. Eppure, Morsi ha avuto l’appoggio del voto popolare alle elezioni. ”Dovete riconsiderare questa idea del voto – rilancia – io non ho votato, e cosi’ molti altri, perché non potevamo accettare di dover scegliere tra un candidato dei Fratelli Musulmani ed un uomo come Shafik, del vecchio regime di Mubarak”. E chi ha votato per Morsi lo ha fatto proprio perché’ non voleva Shafik, aggiunge, oppure per avere il ”denaro” che i Fratelli Musulmani potevano garantire loro.

Ma ora Europa e Stati Uniti non possono stare a guardare e ”devono parlare chiaro – conclude lo scrittore -. Deve ripartire il dialogo con gli altri partiti politici per una transizione pacifica e per una nuova Costituzione di tutti”.

Il cambiamento è irreversibile presto toccherà anche la politica

La Repubblica | Sabato 16 giugno 2012 | Donatella Alfonso |

LA LIBERTÀ ha sempre un prezzo ma, avverte Khaled al Khamissi, scrittore e regista cairota che con il suo bestseller Taxi (tradotto in Italia da “il Sirente“) ha dato voce a proteste, sentimenti, desideri del popolo egiziano negli ultimi anni del regime di Hosni Mubarak, «ormai è iniziato un processo irreversibile, in Egitto come negli altri Paesi arabi. Possono anche venire i militari, può governare Shafiq, ma quella che è già una forte trasformazione sociale diventerà, nell’ arco di due o tre anni, anche politica. È una rivoluzione senza partiti, programmi, leader, ma è un percorso di libertà. La strada è lunga, aspettateci: tra dieci anni ci vedrete». Khaled al Khamissi, si può parlare di un golpe in Egitto? «La stampa occidentale adora i termini forti, ma io non la penso così. Se devo dire la verità, non me ne importa nulla di quello che accade sulla cima della piramide, perché io guardo alla base della piramide. Non interessa a me e non interessa alla gente. Che torni Shafiq, che i militari prendano il potere… sarà solo un problema di vertice. I cambiamenti sociali ormai sono irreversibili». Ritorno dei vecchi governanti, vittoria dell’ Islam radicale un po’ dappertutto: la primavera arabaè finita? «Lo ripeto dal gennaio del 2011: non c’ è nessuna primavera araba, ma un cambiamento sociale che continua e porterà a una vera trasformazione di tutti i nostri Paesi entro una decina d’ anni. La gente sa che ci vuole tempo, ma ha fiducia nel lungo periodo. Non teme né Shafiq, né i Fratelli musulmani perché crede nella libertà, che gli islamisti invece combattono. Shafiq vuole venire? Bene, che venga. Non cambierà quanto sta accadendo alla base della società». Da quanto lei dice sembra che i militari siano quasi dei garanti della trasformazione: non teme invece una guerra civile come ci fu in Algeria? «No, è passato molto tempo, la storia è diversa, c’ è Internet, c’ è la possibilità di esprimersi e il coraggio di farlo. Inoltre, non c’ è un nuovo potere islamico, i movimenti radicali, negli anni, sono stati sostenuti e finanziati sia da Sadat che, soprattutto, da Mubarak. E, per quanto riguarda il Consiglio supremo delle Forze armate, non vedo la possibilità di una sfida tra il ritorno al potere dell’ Ancien régime e un nuovo potere islamico. Ci sono interessi politici e finanziari da difendere, serve una stabilità». Pensa a un ruolo degli intellettuali in questo percorso di crescita democratica? «No, gli intellettuali non hanno un peso sufficiente. È la classe media, e soprattutto sono i giovani, perché il 60 per cento degli egiziani ha meno di 25 anni, che non intendono accettare né la formalità del sistema di Mubarak né di quello dei Fratelli musulmani. Si andrà progressivamente verso una concretizzazione politica di quanto si sta già facendo sotto il profilo sociale». Lei, quindi, che futuro vede per il suo Paese? «Io sono ottimista. Il cambiamento e la libertà saranno al potere tra una decina d’ anni. Aspettateci».

Libri: ‘La danza dello scorpione’ di Akram Musallam

| ANSAmed | Lunedì 10 ottobre 2011 |

“Eravamo adolescenti. E’ venuta da me in ‘sala da ballo’ verso sera. E’ arrivata all’improvviso e, dopo una presentazione piuttosto concisa, mi ha detto di essere venuta a mostrarmi uno scorpione che si era appena fatta tatuare proprio dove comincia la colonna vertebrale”. Inizia cosi’ il racconto del giovane scrittore palestinese, Akram Musallam, “La danza dello scorpione” (il Sirente, pp. 114, 15 euro), in questi giorni nelle librerie italiane. Con il narratore la ragazza, di origini francesi, trascorrerà la notte, per poi sparire e non tornare mai più. Sarà invece il piccolo scorpione color indaco a prendere vita e ad ossessionare i sogni del giovane ogni notte, nel tenace quanto fallimentare tentativo di arrampicarsi su uno specchio dal quale scivolerà, consumato da un’estenuante e vorticosa danza. Costruito proprio sulla metafora dello scorpione e ambientato a Ramallah, questo breve ma autoironico romanzo descrive con lucidità e amarezza la situazione mediorientale dopo gli Accordi di Oslo e il fallimento della seconda Intifada. Sullo sfondo, l’occupazione israeliana e il quotidiano rapporto dei palestinesi con la vita e la morte. “Ricordo – scrive il narratore – di avere lasciato Ramallah per qualche tempo, su consiglio medico, per riposarmi i nervi dalle complicazioni di un rapporto quotidiano con la morte o con notizie che la riguardavano”. L’impotenza dello scorpione narrata da Akram è anche quella del padre del narratore, che ha perso una gamba – e con essa la sua virilità – non a causa dell’occupazione, ma semplicemente per un chiodo arrugginito. Altre figure, dotate ciascuna di una forte carica simbolica, appaiono in tutta la storia per scomparire presto. Tra queste, quella rappresentata da un ex-detenuto, “somaro della rivoluzione” che è appena stato rilasciato dopo diciotto anni di carcere, e che è costretto a riprendere servizio presso coloro che lo hanno sempre considerato un vero e proprio somaro.

Premiato nel 2007 dalla prestigiosa fondazione Abdul Mohsen Al-Qattan, Akram è stato paragonato della critica a Emil Habibi, scrittore arabo israeliano autore del “Pessottimista”, scomparso nel 1996.