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Chi siamo

«Altriarabi». Diversi da come i media occidentali generalmente li rappresentano, lontani dalle caricature e dagli stereotipi che soventemente li identificano. Sono gli altri arabi con cui vogliamo schierarci per opporci all’intolleranza dilagante.
Altri perché con le loro righe affascinanti, a volte taglienti e dissonanti, esprimono e rappresentano il mondo arabo contemporaneo con uno stile innovativo.
La collana raccoglie i prodotti degli artisti che si affacciano sulla sponda meridionale del Mediterraneo per creare una sorta di salotto dove sedersi, parlare e scambiare idee con i nostri vicini orientali, partendo dalla letteratura e arrivando all’arte, approdi di uno spazio di scambio culturale.
Come tasselli di un grande mosaico, nelle righe di questi scrittori si trovano i mali e le evasioni immaginative del mondo arabo contemporaneo, delicato e misterioso, avvolto in un fascino a volte incomprensibile. Tanto sospettoso e debole, quanto forte, profondo e passionale nelle sue reazioni epidermiche.
Si descrive il degrado, ma allo stesso tempo si presta attenzione alla bellezza che questi luoghi emanano, attenti alle sfumature di una parola senza abbandonarla distrattamente.
Si trascina il lettore sulle strade del mondo arabo, alcune sterrate e altre asfaltate, tra i rumori assordanti di clacson e di musica araba ad alto volume, in una chiacchierata impensabile con un tassista in un giorno di traffico, tra case decadenti e villaggi residenziali appena costruiti alle propaggini delle grandi città, tra i fumosi caffè assaporando un narghilè o nella totale astrazione incontaminata e immobile nel tempo di una moschea che echeggia alla voce del muezzin… e ancora in un’infinita ricchezza di dettagli che permettono al lettore di percepire la cultura di questi mondi, anche se solo osservata dallo stipite della porta.

Quando sono venuta a conoscenza della pubblicazione di Taxi in Egitto, mi sono subito appassionata all’idea di far conoscere questo libro ai lettori italiani. L’idea di rappresentare una città come Il Cairo attraverso l’abitacolo di un taxi era suggestiva e accattivante. Un libro che, per la quantità di racconti e la diversità di punti di vista, raffigura perfettamente il mondo arabo contemporaneo, pieno di contraddizioni e voglia di esprimersi: il modo migliore per inaugurare la collana «Altriarabi».

Ho vissuto al Cairo sperimentando la variopinta gamma di taxi che l’affascinante megalopoli orientale mette a disposizione: attraverso il finestrino del taxi si ha su questa città, per certi versi molto suscettibile, una prospettiva privilegiata, un occhio discreto che a volte è difficile avere camminando. L’estrema accessibilità economica di questo mezzo per noi occidentali, ne fa il trasporto di gran lunga più facile per muoversi da un capo all’altro della città. E così ho approfittato spesso del taxi che è quasi il simbolo della capitale egiziana, lo specchio sul quale si riflette la personalità di questo paese.
Spesso mi sono cimentata in lunghe conversazioni: sbadate, appassionate e acerrime. Il taxi è stato il mezzo nel quale ho più sperimentato la lingua araba: la maggior parte dei tassisti ama chiacchierare e la prima domanda è: «Da dove vieni?» oppure «Sei sposata?» a cui segue sicuramente una domanda sulla religione di appartenenza.
Mi sono divertita a raccontare ai tassisti storie inventate: una volta dissi di essere sposata con un egiziano musulmano e il tassista mi chiese come mai mio marito mi permetteva di non mettere il velo; oppure un’altra ancora mi trovai coinvolta in una conversazione a sfondo religioso con un cristiano che mi riempiva di santini e mi diceva che soltanto loro sarebbero andati in paradiso; il giorno dopo un tassista musulmano mi diceva esattamente il contrario.
In molte occasioni mi sono trovata a parlare con tassisti istruiti e lucidi che mi parlavano della situazione politica e che criticavano apertamente il governo, altrettante volte mi sono stupita come degli uomini così colti fossero costretti a guidare il taxi per mantenere la propria famiglia.

Ringrazio l’autore Khaled Al Khamissi, per aver scelto una piccola casa editrice indipendente per pubblicare in Italia la sua prima opera. Sono molto grata a Ernesto Pagano, il traduttore nonché caro amico, per aver creduto in quest’idea, per il suo lavoro e per la sua amicizia. Grazie ad Alì Assaf, Fadi Awad al-Sa’id, Anas Khalaf, Asmaa Yussef e Hanya Moheeb, per il loro generoso contributo.

Il marchio è pubblicato in Italia e nel mondo arabo dalla casa editrice il Sirente.

Chiarastella Campanelli

Direzione editoriale:
Chiarastella Campanelli
e.mail: altriarabi@altriarabi.it
T +39069003452
F +390697651798

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